L'evoluzione della moda femminile nel tennis: dalla tradizione all'innovazione
La moda nel tennis non è mai stata soltanto questione di estetica: ciò che le atlete hanno indossato in campo ha riflesso, nel corso dei decenni, cambiamenti culturali, progresso tecnologico e nuovi ideali di libertà femminile. Ripercorriamo le tappe più significative di questa affascinante evoluzione.

1. Le origini: eleganza vittoriana (fine ’800 – primi ’900)
Nei primi tornei ufficiali, come Wimbledon nel 1877, le donne giocavano con abiti lunghi fino alle caviglie, maniche lunghe e bustini rigidi. I colori erano rigorosamente bianchi, simbolo di decoro e sobrietà. Questi indumenti limitavano molto i movimenti, ma riflettevano le convenzioni sociali dell’epoca, in cui lo sport femminile era visto più come intrattenimento che come competizione agonistica.
2. Gli anni ’20 – ’30: il coraggio di Suzanne Lenglen
L’atleta francese Suzanne Lenglen rivoluzionò il look in campo: gonne al ginocchio, bluse senza maniche, fasce per capelli. Il suo stile, firmato dallo stilista Jean Patou, era elegante, ma funzionale, e sancì l’ingresso della moda “moderna” nel tennis. Negli anni ’30 si cominciarono a vedere anche gonne plissettate più corte, aprendo la strada a una maggiore libertà di movimento.

3. Dal dopoguerra agli anni ’60: comfort e femminilà
Negli anni ’50 il bianco continuava a dominare, ma i capi si alleggerirono: gonne a ruota sopra il ginocchio, top più pratici e tessuti che facilitavano la traspirazione. Il tennis iniziava a essere uno sport professionale anche per le donne, e la funzionalità dell’abbigliamento diventava sempre più importante. Personaggi come Althea Gibson contribuirono a dare al tennis femminile una dimensione internazionale, portando in campo un’immagine fresca e dinamica.
4. Gli anni ’70: rivoluzione e personalità
La leggendaria Billie Jean King non solo lottò per la parità dei premi, ma portò un approccio più pragmatico all’abbigliamento: gonne corte, pantaloncini sotto la gonna, maglie senza maniche. Chris Evert divenne icona di stile con i suoi completi femminili e le fasce tra i capelli. La moda iniziava a differenziarsi, con più attenzione alla performance e alla personalità della giocatrice.
5. Gli anni ’80 – ’90: esplosione di brand e colori
Con l’avvento delle sponsorizzazioni e dei grandi marchi sportivi, il tennis femminile si allontana dall’austerità del total white. Grazie a marchi come FILA o ELLESSE si inizia a prestare maggiore attenzione al design, ai colori, loghi, tessuti sintetici e tagli ergonomici. Giocatrici come Steffi Graf e Monica Seles portano in campo abiti funzionali, ma con dettagli distintivi. L’abbigliamento diventa strumento di marketing, e l’identità delle giocatrici si fonde con quella dei brand.

6. Dal 2000 a oggi: la moda nel tennis tra individualità e innovazione
Serena e Venus Williams hanno ridefinito il concetto di stile nel tennis, proponendo completi che uniscono performance, carattere e tendenze streetwear. Diversi grandi brand collaborano con designer di moda per creare capi all’avanguardia: tessuti high-tech, gonne asimmetriche, pantaloncini aderenti.
Oggi la moda nel tennis è un mix di tradizione e innovazione: Wimbledon impone ancora il bianco, ma in altri tornei si vedono stampe vivaci, tagli moderni e persino jumpsuit come quella di Serena Williams agli Open di Francia.
7. Il futuro della moda nel tennis: sostenibilità, qualità e femminilà
Dall’eleganza vittoriana alle jumpsuit futuristiche, l’abbigliamento femminile nel tennis racconta una storia di emancipazione, tecnologia e stile. Ogni cambiamento di look riflette un passo avanti nella percezione delle donne nello sport e nella società. Mentre il binomio moda-prestazione continuerà ad evolversi, guardando al futuro, si fa strada il brand Laila Coslovich, che con i suoi abiti da tennis sartoriali sostenibili Made in Italy, celebra tradizione e innovazione, scegliendo una strada diversa: quella della cura, della qualità e del rispetto, in un panorama in cui l’abbigliamento sportivo è spesso sinonimo di produzione industriale e materiali sintetici. Così, prende forma un concetto di abito da tennis che va oltre la performance, abbracciando la sartorialità made in Italy, l’attenzione alla sostenibilità e un’estetica pensata per esaltare la femminilà con eleganza e carattere.
Laila Coslovich è molto più di un brand: è la nuova frontiera nella moda del tennis, è una dichiarazione d’identità per le tenniste che vogliono sentirsi femminili, eleganti e autentiche. Ogni abito nasce dal desiderio di unire la grazia del gesto atletico alla bellezza senza tempo della sartoria italiana, combinando materiali tecnici e performanti con lavorazioni sartoriali Made in Italy. Linee fluide, tessuti pregiati, una particolare attenzione alla sostenibilità e una cura artigianale nei dettagli rendono ogni abito un perfetto equilibrio tra funzione e bellezza.
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Domande frequenti sulla moda femminile nel tennis
Chi ha rivoluzionato per prima la moda femminile nel tennis?
Suzanne Lenglen, tennista francese degli anni ’20, fu la prima a rompere con la tradizione vittoriana introducendo gonne al ginocchio, bluse senza maniche e fasce per capelli, con abiti firmati dallo stilista Jean Patou. Il suo stile segnò l’ingresso della moda moderna nel tennis.
Quando il tennis femminile ha smesso di essere dominato dal total white?
A partire dagli anni ’80, con l’avvento delle sponsorizzazioni e dei grandi marchi sportivi come FILA ed ELLESSE, il tennis femminile si aprì a colori, loghi e tessuti sintetici. Giocatrici come Steffi Graf e Monica Seles portarono in campo abiti funzionali con dettagli distintivi.
Come si è evoluta la moda nel tennis femminile nel XXI secolo?
Serena e Venus Williams hanno ridefinito lo stile in campo, unendo performance, carattere e tendenze streetwear. Oggi la moda nel tennis è un mix di tradizione e innovazione: tessuti high-tech, tagli moderni e collaborazioni tra brand sportivi e designer di moda.
Qual è il futuro della moda nel tennis femminile?
Il futuro guarda verso sostenibilità, qualità artigianale e femminilà autentica. Brand come Laila Coslovich rappresentano questa nuova direzione: abiti da tennis sartoriali Made in Italy che uniscono performance tecnica, materiali certificati e lavorazioni artigianali italiane.